ma dove cazzo siamo?

 

ascolto la tua voce, non importa dire cosa, sento il carico delle emozioni che trasporti. e mi arrivano tutte, mi travolgono prima che io possa identificarle. sorrido con le lacrime agli occhi, davanti al computer dell’ufficio che voglio chiudere e lasciare qui. voglio prendere cuffie, telefono e occhiali, e buttarli in borsa insieme ai pezzi di carta di cui anche io mi circondo.
voglio camminare sulla terra bruciata del sud, e sentirne tutto il calore.
ma prima voglio fermarmi a Roma, e dirti grazie.

 

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