empatia

 

all’epoca in cui lavoravo nei locali e in cui non era un problema passare da fare piadine a preparare mojito a pulire i bagni il tutto in turni da 15 ore e sempre con un sorriso stampato in faccia, non sono mai riuscita a tollerare chi entrando non si degnava nemmeno di accennare un saluto. non dico dire ciao, ma guardarti e fare una smorfia di sorriso sarebbe stato sufficiente.
ora che lavoro seduta e non spacco più ghiaccio le cose non sono veramente cambiate e continuo ad avere a che fare con individui individualisti che non sanno alzare lo sguardo, né usare espressività per comunicare quanto la lingua a quanto pare non si sente di articolare: un buongiorno.

dov’è finito quel senso di appartenenza che ci accomuna alle specie animali? ci siamo evoluti, forse nel modo sbagliato, ma non posso non essere convinta che la mia epoca rappresenti un’opportunità per questi 7 miliardi di persone. una società solidale è ancora possibile, vero? non dovrebbe forse la tecnologia portarci sempre più ad abbandonare quel ruolo di macchine umane da catena di montaggio che tanto ci caratterizzava nell’era industriale e permetterci di riflettere per creare un domani migliore? ma per fare ciò, non è forse vero che serve ispirazione e che l’ispirazione viene dalle interazioni umane?

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Better is a dream worth dreaming
• Seth Godin •

 

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